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FAMIGLIA COMBONIANA CAMPO DI LAVORO - AGRIGENTO 2 - 12 AGOSTO 2009
“MIGRANTI: FRONTIERE….O PONTI ?”
Raher Rezei, 13 anni, afgano, nascosto sotto un TIR, aveva raggiunto il
porto di Venezia, ma è scivolato ed è morto schiacciato dalle ruote nel
gennaio 2009. Nelle sue tasche è stata trovata questa poesia: … tanto ho
navigato, notte e giorno, sulla barca del tuo amore, o Dio, che o
riuscirò infine ad amarti, o morirò annegato… non so ancora quale sogno
mi riserverà il destino, ma promettimi, Dio che non lascerai che si
spenga questa mia primavera. “Migranti: frontiere…o ponti ?”, affinché
tragedie simili non abbiano più a verificarsi, perché non si aggiungano
altre vite ai 9372 morti e dispersi nel Mediterraneo, alle 3308 persone
di nazionalità ignota decedute neltentativo di raggiungere il continente
europeo, e sia garantita l’accoglienza, la solidarietà verso quanti
fuggono dalla guerra, dalla povertà, dalla fame, dalla violenza, siano
superate le barriere morali, economiche, legislative, la diffidenza che
ci separa dagli ultimi, in questo modo si è voluto chiamare il Campo di
Lavoro organizzato dalla famiglia comboniana che si è svolto ad
Agrigento dal 2 al 12 agosto scorso.
Il Campo ha visto la presenza di 32 persone di età compresa fra 18 e 30
anniprovenienti da diverse parti d’ Italia, che al mattino hanno offerto
il loro servizio presso la Mensa della Solidarietà, la Caritas,
intrattenuto i bambini, mentre il pomeriggio sino a sera inoltrata, li
ha visti ascoltare la catechesi, pregare, partecipare ad incontri,
impegnarsi nei “gruppi d’ interesse”, vivere esperienze.
Al riguardo particolarmente significative sono state la “celebrazione
della memoria”, in ricordo dei migranti morti in mare e del naufragio
avvenuto a Capo Rossello il 15 settembre 2002, tenutasi in quest’ultimo
luogo, e il “pellegrinaggio della speranza” consistito nel fare a piedi
di buon mattino il tratto di strada che collega Capo Rossello con la
Chiesa del SS. Crocifisso di Siculiana, che ha inteso dare continuità ad
un tragitto già percorso (Agrigento – Capo Rossello), e ripartire da un
luogo del lutto verso la speranza di nuova vita.
Diversi momenti sono stati condivisi con i migranti dei quali una serata
di allegria, musica e danze nel cortile della struttura che ha accolto i
campisti ed un’altra presso la Chiesa di S. Lorenzo nel quartiere di
Monserrato, durante la quale i “gruppi d’interesse” hanno mostrato alla
comunità locale il lavoro svolto da ciascuno di essi nel proprio ambito:
musica, indagine, danza, fotografia, teatro.
Ancora, una veglia di preghiera si è svolta in P.zza Cavour, nello
spazio antistante la tenda “lo Slancio, della comunità Missionaria Porta
Aperta ed anche don Franco, l’Arcivescovo, ha preso parte al campo
celebrando l’Eucaristia.
Sono tornati adesso a casa gli uomini e donne del campo, quanti hanno
scelto di non omologarsi alla consuetudine di andare in vacanza o
“staccare la spina”, nonostante la calura di questi giorni d’agosto loro
hanno deciso di vivere un periodo di forte impegno, di dedizione ai
migranti, di crescita umana e nella fede, convinti “che un giorno gli
uomini (e le donne) si alzeranno in piedi e si renderanno conto che sono
stati creati per vivere insieme come fratelli (e sorelle)” (Martin
Luther King).
Anna Rita e Angelo Piraneo Laici Comboniani |
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